57) Goldmann. Il pensiero tragico consegue un alto grado di
conoscenza.
Goldmann mette in evidenza tutte quelle condizioni interne al
pensiero tragico, che rivelano le sue possibilit di conseguire un
alto grado di conoscenza obiettiva e precisa (pari = scommessa).
L. Goldmann, Il dio Nascosto [Le dieu cach] (pagine 374-376).

 Ma precisamente questo s e no, entrambi totali ed assoluti,
verso il mondo (il s in quanto esigenza intramondana di
realizzazione di valori, il no in quanto rifiuto di un mondo
essenzialmente insufficiente nel quale i valori sono
irrealizzabili) permette alla coscienza tragica di raggiungere sul
piano della conoscenza un grado estremamente alto di obiettivit e
di precisione, mai precedentemente raggiunto. La distanza
invalicabile che separa dal mondo l'essere che vi vive
esclusivamente, ma senza prendervi parte, libera la sua coscienza
dalle illusioni correnti e dagli intralci abituali e fa del
pensiero e dell'arte tragica una delle forme pi progredite di
realismo.
L'uomo tragico non ha mai rinunciato alla speranza, ma non ripone
questa speranza nel mondo: per questo nessuna verit che riguardi
sia la struttura del mondo sia la sua propria esistenza
intramondana potrebbe turbarlo. Giudicando le cose in rapporto
alle proprie esigenze e trovandole tutte ugualmente insufficienti,
pu vedere senza timori e senza riserve la loro natura e i loro
limiti, cos come pu rendersi conto dei propri limiti nella prova
intramondana delle sue forze, sia che questa prova abbia luogo sul
piano teorico della conoscenza o su quello pratico della
realizzazione.
Cercando unicamente il necessario, la coscienza tragica non
trover nel mondo che il contingente; riconoscendo solo
l'assoluto, trover solo il relativo, ma prendendo coscienza di
queste due limitazioni (quella del mondo e la propria) e
rifiutandole salver i valori umani e superer il mondo e la
propria condizione.
L. Goldmann, Pascal e Racine, Lerici, Milano, 1961, pagina 88.
